I fondatori
    cinque millenni di storia

AVSI – People for Development

AVSI



l'arte povera dei gioielli di Mozan


la scuola artigianale di Urkesh


la mostra su Urkesh al Museo Archeologico di Damasco


l'ingresso alla mostra di Damasco

     La fondazione AVSI realizza progetti di cooperazione allo sviluppo in 30 Paesi con particolare attenzione all'educazione, attraverso la scuola e il lavoro. Nella sua azione la prima attenzione è rivolta alla difesa e valorizzazione della dignità della persona, cardine di ogni progetto. La fondazione opera attualmente in 30 Paesi, inclusa, dal 2015, la Siria: a Damasco con attività di sostegno alle donne e ai bambini, ad Aleppo in supporto a progetti della Custodia di Terra Santa. Il progetto più importante è “Ospedali Aperti”, che punta al potenziamento di quattro ospedali non profit, allo scopo di garantire le cure a tutte le vittime della guerra, anche alle più povere.
     La collaborazione con AVASA punta in primo luogo a sostenere il lavoro artigianale dell'atelier. La prima foto a sinistra mostra le giovani donne impegnate in una classe per la produzione di oggetti di "gioielleria" minuta. Questa foto risale al 2012. Quella successiva è del 2017: parecchie delle giovani donne della prima leva si erano sposate e avevao lasciato i nostri villaggi, e così abbiamo dato inizio a una scuola per le nuove leve. Non volendosi far ritrarre in volto, hanno scelto questa immagine dall'alto che mostra le loro mani all'opera...
     AVSI ha anche condiviso il nostro impegno a fare della cultura, e in particolare dell'archeologia, una base sicura per dare alle popolazioni locali un più profondo senso di identità, radicato in un passato condiviso, per quanto remoto. Le nostre mostre hanno contribuito in modi inaspettati a questo fine: preparate per sedi fuori della Siria (in particolare a Rimini, in Italia, e a Beirut), queste mostre sono poi approdate, in una nuova veste, anche in Siria, sia a Damasco che a Qamishli (la città vicina al sito di Urkesh). Le mostre hanno stimolato un forte interesse locale, che si è anche manifestato in una serie di attività parallele che hanno coinvolto le varie comunità: in particolare, si è sviluppato un programma educativo che ha messo in rapporto fra di loro studenti delle scuole medie di Qamishli con quelli di Domodossola in Italia, e un altro proramma che ha portato una serie di presentazioni personalizzate a due dozzine di villaggi nell'area del sito di Urkesh.